Alla Clinica “Salus” di Battipaglia il primo trapianto meniscale da cadavere

Un successo il primo trapianto meniscale da cadavere alla Clinica “Salus” di Battipaglia. Dott. Arnaldo Zara: «Un grande traguardo per la nostra carriera»

È stato eseguito il primo intervento chirurgico di trapianto meniscale da cadavere alla Clinica “Salus” di Battipaglia. L’intervento, durato un’ora ed eseguito dal dottor Arnaldo Zara, con l’ausilio del primario, dottor Donato Notarfrancesco, coadiuvati dal consulente della Divisione di Ortopedia e Traumatologia della Clinica, dottor Pierpaolo Summa, ha interessato un calciatore.

Il giovane si era sottoposto già in precedenza a due interventi chirurgici per la ricostruzione del legamento crociato anteriore. Proprio nel secondo intervento era stato asportato l’intero menisco mediale, in seguito a un’importante lesione riportata dal paziente.

Il nuovo menisco, prelevato da cadavere, è stato acquisito dalla Banca del tessuto Muscolo-Scheletrico, ed è stato impiantato in artroscopia con una tecnica mini-invasiva denominata “soft-tissue“. È stato poi ancorato con punti meniscali IN – OUT. Non è stata prevista una terapia immunodepressiva, come solito in questo genere di trapianti, in cui è sostanzialmente nullo il rischio di infezione.

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CASA DI CURA SALUS BATTIPAGLIA INTERVISTA DOTT. NOTARFRANCESCO

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Intervento di sostituzione protesica di anca bilaterale in simultanea

due equipe, dirette dal primario dell’U.F. di Ortopedia e Traumatologia il prof. dott. Donato Notarfrancesco, eseguiranno per la prima volta in Campania, presso la clinica Salus, un intervento di sostituzione protesica di anca bilaterale in simultanea ad una paziente di 63 anni affetta da coxartrosi bilaterale.

La Casa di Cura Salus di Battipaglia ha affiancato il dottor Donato Notarfrancesco, responsabile dell’U.F. di Ortopedia e Traumatologia, in questa procedura chirurgica, mettendo a disposizione tutti i supporti clinico strumentali allo scopo di concretizzare questa tipologia di intervento poco praticato nell’Italia centro meridionale.

Sempre più spesso – spiega il dottor Notarfrancesco – il paziente affetto da coxartrosi bilaterale richiede di essere operato ad entrambi i lati in un unico tempo operatorio. Il paziente ideale per questo tipo di intervento deve avere età inferiore ai 65 anni, essere privo di comorbidità e deve essere altamente motivato. I vantaggi sono diversi rispetto a quando si opera un’anca per volta: una riduzione del trauma chirurgico anestesiologico, un rapido recupero funzionale e un dimezzamento dei costi relativi al ricovero e alla riabilitazione”.

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